EFT: Emotional Freedom Technique

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Si effettua tramite la stimolazione, tramite dei leggeri colpetti o un leggero massaggio circolare, su 14 punti dei meridiani con la mente focalizzata sul problema da trattare o quando siamo connessi con emozioni difficili da gestire. E’ efficace su dolori fisici, dipendenze, traumi emotivi e molto altro.
Ho trovato molto utile abbinare EFT alla musica dato che, molte volte, parole e melodia sono un portale che ci connette molto velocemente alle emozioni più profonde. Così la seduta o il laboratorio di gruppo diventa anche un momento piacevole in cui ascoltiamo, condividiamo e rielaboriamo, a suon di musica, ciò che ancora ci distoglie dal goderci il presente. Breve VIDEO

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Attualmente immediati benefici si stanno ottenendo usando EFT integrata con Logosintesi. Così è nata EFT I.

 

In attesa del prossimo corso vieni a sperimentare una sessione di prova

 

IL GENIO FEMMINILE: Ogni essere umano per sbocciare ed evolvere ha bisogno di riconoscere e manifestare la propria parte maschile e femminile, questo laboratorio è nato in collaborazione con 6 colleghe operatrici di EFT e dalla lettura e commento del libro “Il viaggio dell’eroina” di Maureen Murdock. Da questa approfondita analisi è nato un nuovo libro scritto da tutte noi “Il genio femminile” in cui, tramite la pratica di EFT, il lettore, uomo o donna che sia, può trovare l’armonia e riscoprire il proprio Genio.

Per approfondire l’argomento visiona il Sito dedicato a questo progetto:        IL GENIO FEMMINILE

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Questo ebook è disponibile. Basta farne richiesta via mail a marziarabatti@gmail.com   Il costo è di 7 €.

Eccone l’introduzione a cura di Virna Trivellato:
Introduzione
Come donne, come operatrici della relazione d’aiuto, come conoscitrici
di EFT, abbiamo affrontato il Viaggio dell’Eroina consapevoli
che le prime a mettersi davvero in gioco saremmo state
noi, poiché anche nostra, in primis, era la necessità di ri-equilibrare
aspetti del nostro femminile che avevamo sempre rifiutato.
Come può una donna ritrovare il proprio essere donna? Questa la
prima domanda che ci siamo fatte, e cui ognuna, liberamente, ha
trovato risposta, attraverso il proprio sentire più intimo, mentre
leggeva il capolavoro della Murdock: Il Viaggio dell’Eroina. In
quanto incaricata di scrivere questa introduzione vi posso parlare
della mia esperienza, sapendo già che darò voce anche alle mie
sorelle.
Quando la nostra amica e collega Sara Bassot ci ha proposto questo
lavoro, una sessione live, più la stesura di una parte di questo
e-book sulla traccia de “Il viaggio dell’Eroina”, ho accettato
con l’incoscienza di chi sente nella pancia che una cosa è buona
e perciò non teme di fare un salto nel buio, con la consapevolezza
che ogni passo che compio è si frutto della mia responsabilità e
della mia libera scelta, ma anche trama di qualcosa che riconosco,
con la mente, più grande di me, perché prevista dal cuore,
attraverso ragioni “che la ragione non conosce”.
Ognuna di noi ha scelto delle fasi del Viaggio e a me sono toccate
le prime due… Ho così potuto addentrarmi fino in fondo nel profondo
di quella ferita da rifiuto che mi aveva spinto a separarmi
dal femminile, in quanto identificato, nei primissimi anni della
mia vita, quasi esclusivamente con una madre soffocante, vittima
e malata. Mi sono resa conto di cosa aveva comportato, nella mia
vita, incarnare un ideale maschile, come maschera salvifica, come
via di fuga e protezione, come scudo, contro il malessere che avevo
dentro per non aver saputo vivere la mia esperienza con mia
madre con amore e accettazione. Insieme a Marzia Rabatti mi
sono rivista, incamminata nella strada delle prove, ancora una
volta di fronte ad un drago a due teste, che davano voce alle due
istanze in lotta dentro di me, la donna realizzata, in carriera, e la
donna “donna”, che necessitava di ritrovare la sua essenza, le sue
origini, le proprie qualità più vere.
Ho percepito fino a che punto avevo assunto il ruolo dell’eroina,
senza macchia e senza paura, imparando a recitare il ruolo della
super donna, ma continuando a sentire dentro di non valere
abbastanza, di non fare abbastanza… Al punto da dimenticarmi
di dire di NO, come bene mi ha aiutata a ricordare Cinzia Calzolari…,
anche quando avrei voluto, anche quando avrei dovuto…
Perché dire di no ad assumere un ruolo non nostro, buttare all’aria
le nostre maschere, le sudate apparenze di cui ci siamo fatte
scudo, è il primo passo per rientrare in una sorta di caos generativo,
e da lì ripartire, trasformate, per poter far pace con la nostra
femminilità e incontrare, forse per la prima volta, un maschile
positivo, che ci possa condurre…
Questo infatti, da millenni, è lo scopo principe del maschile
(inteso sia come maschio – uomo, sia come il maschile interiore
di ciascuno, indipendentemente dal genere di appartenenza):
CONDURRE, così come lo scopo del femminile è CREARE.
Una volta detto di no, anche io, insieme alle altre, ho ripercorso
un viaggio ancora più profondo del primo, un viaggio in discesa,
per incontrare tutte le mie zone d’ombra e riportarvi luce. Ho
guardato il mio odio, la mia intolleranza, la mia disperazione, il
mio orgoglio negli occhi… e ad un certo punto mi sono accorta
che non erano più “miei”, tanto che mi sono ritrovata pronta, facendomi
abbracciare da Laura Bersellini, prima di affrontare la
riconnessione con il femminile che avevo rinnegato…
Ho rivendicato l’unione sacra del mio corpo e del mio spirito…
ho rivendicato il mio diritto a non ritenere la mia sessualità sbagliata,
sporca, maligna… Ho rivendicato il mio diritto ad ascoltare
i miei desideri, senza farli dipendere da un’altra persona,
dall’idea della società di cosa è “buono” per una donna”, dalla
mia idea “inadeguata” di donna…
E così, senza neppure accorgermene, sono giunta alla conclusione,
con la Murdock, che il vero Viaggio, quello eroico, porta
“all’equilibrio nelle nostre vite, attraverso l’unione dell’aspetto
maschile e di quello femminile con la nostra natura”.
Ma per arrivare all’equilibrio mi era necessario guarire, finalmente
la separazione madre/figlia, che come verità non rivelata
pesava però sulla mia anima, insinuandosi nella mia vita come
serpe e impedendomi di manifestarla così come io volevo.
In questa fase del viaggio mi sono fatta condurre, non senza pochi
dubbi sulla mia capacità di arrivare a questo risanamento, da
Domizia Parri, che abilmente mi ha portata verso la guarigione,
verso il perdono, verso l’incontro, perché è vero che “Il viaggio di
ognuna di noi, donne ed eroine, inizia esattamente nel momento
della separazione voluta, cercata, consapevole dalla madre. Per
questo, dato che la natura del nostro viaggio è circolare, non possiamo
prescindere a un certo punto del cammino, dall’affrontare
questa fase, ovvero la guarigione di quello strappo nel tessuto
delle nostre strutture”.
Ma nessuna guarigione è possibile senza il riequilibrio di tutte le
parti. Se siamo arrivate a recuperare, incontrare e dotare di voce
la parte femminile rinnegata è anche d’obbligo ridimensionare la
parte maschile predominante, il tiranno che abbiamo alimentato
nel nostro intimo, per lasciarlo andare, prima di poter veramente
assistere al matrimonio sacro fra entrambe le parti, fra la Donna
Saggia e l’Uomo con il cuore, tanto che, come mi ha giustamente
ricordato Claudia Buri, da quel momento in poi “in ogni situazione
puoi usare una o l’altra parte o entrambe insieme per agire
in armonia con il tuo essere”.
Verso l’integrazione fra il maschile e il femminile ci ha guidate
Sara Bassot, che abilmente, e con passi da Dea, ci ha portato a
ricordare che entrambe le nostre parti, prima in disequilibrio
semplicemente perché ferite, “sono lì per: vedersi a vicenda, osservarsi
a vicenda, prendere atto di ciò che è, riconoscersi a vicenda,
rispettarsi a vicenda, comunicare, unirsi o collaborare.
Cosicché le parti, le forze in noi, che si sentono mature, stabili,
forti di sapere chi sono e che sono riconosciute e hanno il diritto
e lo spazio di essere così, possano collaborare… e completarsi in
una sinergia creativa, sostenitrice e vitale”.
Insomma, per riassumere, questo viaggio è stato impegnativo,
ma allo stesso tempo curativo, nel senso più profondo del termine..
e proprio perché prima di condurre altri nel farlo, lo abbiamo
vissuto in prima persona, vi posso assicurare che ripercorrere le
dieci tappe de Il viaggio dell’Eroina utilizzando le tecniche energetiche
come “fidi aiutanti” può contribuire in maniera stupefacente
a farvi raggiungere l’accettazione del vostro essere Donna,
l’unione fra gli opposti e un solido equilibrio fisico e mentale che
vi consenta di divenire Eroine della vostra vita.